mercoledì 4 luglio 2012

Torta al Limone e Semi di Papavero "Lenisci Depressione"

Non potete capire che gioia ho provato la settimana scorsa, al rientro da un aperitivo con due amiche, nell'accendere la televisione e vedere che stava per iniziare il film: "Il diario di Bridget Jones". 

Mentre rientravo a casa, pensando al resto della serata che avrei dovuto passare da sola tra tv e faccende domestiche, speravo fortemente di trovare, come compagnia, una valida alternativa alla partita degli europei Spagna-Portogallo (senza offesa per nessuno!), ma non mi sarei mai immaginata di essere tanto fortunata. Di fronte a questa sorpresa, ho accantonato tutti i buoni propositi in merito a lavatrici e pulizie varie, e mi sono messa comoda davanti alla televisione. 
Bridget Jones è sempre stata un mito per me. Ho letto il libro nell'ormai lontano 1996: me l'aveva passato la mia amica Fede, e lo nascondevo sotto il banco al liceo per leggerlo durante le ore di lezione troppo noiose o durante le interrogazioni. Speriamo che non lo scoprano i miei vecchi professori, visto che mi credevano una secchiona modello!


Sfortunata, impacciata, buffa, spesso inopportuna, Bridget mi sembrava un'adolescente imprigionata in un corpo ed in una vita da trentenne. Inutile dire che mi ci immedesimavo. Ma, in fondo, chi, di coloro che hanno amato quel libro, non l'ha fatto?
Nel 2001 è seguita la versione cinematografica, e ovviamente io e Fede non ce lo siamo perse e ci siamo unite alla folla di donnine starnazzanti in coda al botteghino. Canzoni melense e abbuffate di dolciumi davanti a film strappalacrime per sopravvivere alle pene d'amore: eravamo noi, e ci faceva tanto ridere.  


La cosa terribile è che "Il diario di Bridget Jones" è un'ironico spaccato della vita delle trentenni negli anni '90, ma noi non l'avevamo capito! Pensavamo che Bridget fosse un buffo personaggio frutto della fantasia dell'autrice del libro, creato con lo scopo di divertire i lettori (o meglio le lettrici!), e che avere una vita così, come dire... incasinata, alla veneranda età di trent'anni, fosse davvero impossibile e alquanto fantasioso. 
Così abbiamo continuato ad andare a scuola, poi all'università, a piangere davanti ai film, a riunirci con il nostro amico Lori (a completamento di un trio inseparabile), per sparlare di chi non corrispondeva ai nostri amori, e progettare tutto quello che avremmo fatto prima dei trent'anni (ed erano molte cose!).



Invece quello che racconta il libro era vero, ma nessuno ce l'aveva detto, e, cosa ancora peggiore, è vero tutt'ora... Nonostante debba ammettere che la tragicomica vita di Bridget sia, in parte, lo specchio della mia, rivedere il film mi ha fatto davvero divertire, e stavolta come probabilmente si sono diverte quelle donne/ragazze che trentenni lo erano dieci anni fa.  


Adesso anche io, come Bridget, sono sempre di corsa e faccio un lavoro che non mi corrisponde (niente storie con i capi nel mio caso, sarebbe davvero improbabile, ma preferisco non aggiungere altro... non si sa mai). Sono una pendolare dell'amore e frequento amiche principalmente appartenenti a due categorie: la prima con figli, in dolce attesa, in procinto di sposarsi o almeno convivente (con il fidanzato s'intende!), la seconda invece con l'incubo della mancanza di un uomo e della diminuzione progressiva della fertilità femminile con l'avanzare dell'età (e io non rientro in nessuna delle due, anche se, inutile a dirsi, ambisco faticosamente ad avvicinarmi alla prima). Continuo a scegliere  film strappalacrime da vedere quando sono triste abbuffandomi di dolci, per poi andare a espiare le mie colpe in palestra, mentre un'istruttrice, che somiglia spaventosamente alla mia professoressa di ginnastica del liceo, mette su una compilation di musica dance che andava di moda quando passavo i pomeriggi agli autoscontri a tredici anni, e urla con tutto il fiato che ha in gola: "Daaai, che è tutta saluuute!". Vivo sola e non ho neppure un gatto perchè non ho il tempo di accudirlo... Devo aggiungere altro?


Nell'attesa che lo spirito della mia eroina Bridget interceda per me per l'ottenimento anche del mio anelato "lieto fine" (possibilmente non in perizoma leopardato e sotto la neve come è accaduto a lei), mi consolerò preparando una torta da mangiare nei momenti di maggiore difficoltà.


Se qualcuno tra voi avesse una simile necessità, può trovare qui la ricetta di un'ottimo dolce "lenisci depressione", l'ho testato personalmente e ne garantisco l'efficacia. :-) L'ispirazione l'ho presa qui, dal bellissimo blog "La petite cuillère". Ma mi raccomando, non esagerate, altrimenti, come me, dovrete poi soffrire pene da girone dantesco per allenare gli addominali, rischiando tra l'altro di sentire una donnina tutta agitata che vi urla nelle orecchie: ""Daaai, che è tutta saluuute!". E vi assicuro che non è affatto una bella esperienza. ;-)



TORTA SOFFICE AL LIMONE CON SEMI DI PAPAVERO
Ingredienti per la Torta
180 g di farina
150 g di zucchero
100 ml di latte
2 uova
100 g di burro
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di semi di papavero
la scorza grattugiata di 1 limone
Ingredienti per la Glassa
200 g di zucchero a velo
il succo di 1 limone
Procedimento
Montare con delle fruste il burro precedentemente ammorbidito con lo zucchero finchè non avrà raggiunto la consistenza di una crema spumosa. Unire uova, latte, farina setacciata e lievito. Infine aggiungere i semi di papavero e la scorza di limone grattugiata. Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti.
Una volta fredda, ricoprire la torta con la glassa preparata con lo zucchero a velo e il limone.


28 commenti:

  1. l'ho visto anche io dopo l'aperitivo!!! :-)

    cara che dirti: una buona ragione per rifugiarsi in una torta si trova sempre! una volta possono essere le pene d'amore, un'altra il lavoro, l'amico che ti delude, un taglio di capelli poco riuscito, gli agenti immobiliari che ti torturano (ogni riferimento personale è puramente casuale!!)...insomma cambiano le età e i motivi ma forse tutte in fondo in fondo ci sentiamo un po' Bridget

    un abbraccio

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    1. Anche secondo me è proprio così! E meno male che ci sono le torte :-)

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  2. la voglio.....la voglio....mi serve un "serio" antidepressivo....chissà che come antidepressivo non faccia colpo :-D

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    1. Un ottima torta lenisce i mali da depressione ed è uno dei modi più efficaci per conquistare l'uomo dei tuoi sogni!
      ;-)

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  3. Quanto è bella questa torta (e anche buonissima, immagino!) Segno la ricetta, il comfort food è il mio cibo preferito :D
    Anche a me piace tanto Bridget, conosco i due film a memoria :D Un abbraccio :)

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    1. Sì la torta è semplice, ma molto buona. Se poi sei proprio molto triste puoi anche finire la glassa rimasta attaccata al fondo della ciotola! :-P

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  4. Franci!!! i tuoi post sono davvero fantastici e, anche se sono un po più giovane, adoro Bridget!! I miei amici infatti mi chiamano spesso Bridget perchè combino sempre guai, sono maldestra, mi inciampo sempre e rovesciare cibo e bevande sul tavolo è all'ordine del giorno!
    viva il tuo dolce anti depressione a cui aggiungerei, data la calura, una bella pallina di gelato (anche due)!
    Annina (sfogliatella)

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    1. Anna che bella sorpresa trovare il tuo commento! Sono proprio contenta che il mio post ti sia piaciuto. E poi l'idea dell'aggiunta del gelato è perfetta! ;-)
      Un bacione!

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  5. Anche io sono una Bridget!! Che tristezza ragazze, ma quante siamo?!?!? Ma si...tiriamoci su con una fetta di torta...brava Francy meno male che ci sei tu a prepararcela :D Un bacioneee!!

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    1. Ma no dai, è bello sapere di non essere sole! Coalizziamoci e releghiamo in un angolo le perfettine! :-)

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  6. Limone e semi di papavero insieme ad arancia e semi di papavero portano con sè un dolcissimo ricordo...non posso che essere felice quando vedo dolci che li contengono...un abbraccio
    ps.anche a me piace moltissimo Bridget:-)

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    1. Sono contenta. Anche a me capita che sapori e profumi suscitino ricordi anche molto lontani nel tempo, ma che si presentano inaspettatamente nitidi. Un bacione.

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  7. C'è un pò di Bridget in tutte noi..! Deliziosa questa cake al limone, bravissima!

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    1. Per fortuna non mi è ancora capitato di fare il brodo blu come lei! Ma mai dire mai... :-)
      Grazie mille!

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  8. Vero, in tutte noi c'è un po' di Bridget, ma diciamo pure che ci teniamo volentieri la parte ironica e poco volentieri la parte "sfortunata" in amore :) Un Mr.Darcy deve esserci per ognuna di noi :)
    Bellissima torta!

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    1. Concordo pienamente! Ma quante peripezie per portarselo a casa :-)
      Grazie mille!

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  9. Ciao, tra post e commenti mi avete fatto morire dal ridere....però è tutto vero!!!
    In ognuna di noi c'è un po della simpaticissima Bridget e io voglio credere che per ognuna di noi c'è il suo lieto fine!!!
    Nell'attesa però mi prendo una bella fetta di questa deliziosa torta con tutti i suoi poteri "lenitivi"!!!
    Baci

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  10. Bridget o non Bridget...qusto dolce è comunque fantastico! :)

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  11. però l'amore bisogna avere anche il tempo di trovarlo, l'amore richiede impegno quindi vai dritta all'obiettivo, sono certo che una persona cosi ironica e intelligente non passa inosservata

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    1. Ma io l'amore ce l'ho, solo che siamo lontani... per questo dico che sono una "pendolare": perchè ho sempre la valigia in mano. Adesso gli sforzi sono tutti catalizzati nel riuscire a vivere nella stessa città, spero che si avveri presto! Nel frattempo continuo a combinare qualche pasticcio qua e là :-)

      Ad ogni modo ti ringrazio tantissimo per le tue parole che mi hanno fatto enormemente piacere.

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  12. mi piaceva la torta ma il commento mi ha deviato, scusami se ho avuto parole un po' forti

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  13. ciao, che bel blog! mi sono unita ai tuoi lettori, sostienimi e passa a trovarmi se ti va:

    dolcementeinventando.blogspot.it

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    1. Grazie mille! Certo passerò volentieri da te.

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  14. che meraviglia!!!voglio provare a fare la glassa aggiungendo qualche fetta di limone, glassando anche questa.
    grazie della tua visita da me!
    a presto :)

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    1. Caspita ottima idea di sicuro effetto. Fammi sapere quando la fai! A presto.

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