venerdì 8 marzo 2013

Torta Mimosa e Ricordi...


In occasione della festa della donna ripubblico un vecchio post. Il tripudio di mimose che ho incontrato stamattina, durante il tragitto casa-lavoro, mi ha fatto ricordare che è passato esattamente un anno, da quando io e la mia amica Cristina abbiamo preparato la Torta Mimosa.
E' arrivata un po' di malinconia, ma anche la felicità di sapere che, nonostante il tempo che passa, accanto a me ci sono sempre persone speciali con cui preparare una torta e sognare. Auguri a tutte le donne.

Ed ecco un brano tratto da "Le mie memorie" :-)

...

Chi pensa che fare una torta significhi solo realizzare un buon dolce per soddisfare golosi palati, si sbaglia di grosso. Fare una torta significa voler bene, sognare, rilassarsi, condividere, capire, gioire e mille altre cose che si scoprono giorno dopo giorno. Se non siete convinti continuate a leggere...

UNA TORTA MIMOSA PER SOGNARE CON UN'AMICA

Qualche settimana fa Cristina mi ha detto di voler organizzare una cena con alcune amiche speciali e mi ha chiesto di aiutarla nella preparazione della torta. Non poteva esserci proposta più gradita, innanzi tutto io adoro cucinare, in particolar modo i dolci, ma soprattutto sarebbe stata l’occasione per sperimentare un’idea che da tempo ci frullava per la testa: una collaborazione “pasticcera”! Pasticceria e pasticci insomma.
Dal momento che la cena era fissata per l’8 marzo, Cristina ha proposto di preparare la Torta Mimosa. È partito dunque un frenetico scambio di mail in merito all'organizzazione della serata, a quale ricetta fosse meglio seguire e a come presentare il dolce (ci sarebbe piaciuto realizzare delle mini torte mimose, ma non avevamo l’attrezzatura adatta). Alla fine ci siamo orientate verso la Torta Mimosa Classica secondo la ricetta di Giallo Zafferano alla quale abbiamo apportato alcune piccole modifiche.
La preparazione è iniziata il lunedì sera, il mio fantastico robottino da cucina ha lavorato senza posa per impastare due sofficissimi pan di spagna. Nel mentre, io e Cristina siamo state “costrette” a chiacchierare nell’attesa che il composto fosse sufficientemente spumoso. Pettegolezzi, problemi, sogni, speranze. Trovo che cucinare con un’amica sia bellissimo, ti rilassa e lascia spazio alle confidenze: mescoli a tutti gli ingredienti parole che arrivano dal cuore. Poi abbiamo preparato la crema e impacchettato tutto ermeticamente visto che, alla faccia della primavera, stava diluviando, e Cristina doveva portare tutto a casa.
Per alcune ore non sono esistiti più il lavoro che non ci soddisfa e i problemi della vita di tutti i giorni, ma solo sorrisi, allegria e il sogno di aprire un cup cake bar o di metter su una società di organizzazione di eventi. Chissà se i nostri sogni resteranno tali, ma una cosa è certa: abbiamo passato una splendida serata, la squadra è vincente e ci aspettano nuove sfide culinarie!




UNA TORTA MIMOSA PER CAPIRE SE UN UOMO E' QUELLO GIUSTO

La seconda fase della realizzazione della torta si è svolta il mercoledì a Casa di Cri e Dino, il suo fidanzato. Lo scopo di Dino era quello di riposarsi, ma è stato caldamente invitato ad aiutarci. La divisione compiti è stata la seguente. Dino: montare la panna e dividere in due il primo pan di spagna. Cristina: aggiungere la panna montata alla crema già pronta e farcire la torta. Io: tagliare a cubetti perfettamente identici il secondo pan di spagna per la guarnitura. Tutti insieme: incollare i cubetti decorativi sulla torta.
Cosa c'entra questo con la ricerca del famigerato "uomo giusto"? Semplice. Anche se stanco dalla giornata Dino ci ha accolte sorridente (compresa l'amica terzo incomodo che sarei io) e ci ha aiutate nella preparazione del dolce (punto a suo favore). Mentre lavoravamo si vedeva quanto fosse felice della felicità della sua ragazza, tutta presa dalla torta e dall'organizzazione (punto a suo favore). E poi non dimentichiamo che ha anche tagliato in due parti perfettamente identiche il pan di spagna (e per questo gli darei due punti J).
Giunta le sera della cena, il povero Dino ha spontaneamente cercato asilo a casa di amici per assicurarci la nostra intimità di donne (e anche qui un punto non gleilo toglie nessuno), ma prima di andar via ha lasciato a casa una rosa rossa e un mazzo di mimose per ognuna di noi, con un biglietto: "Al mio amore e alle fantastiche Sfogliatelle" (Le Sfogliatelle è il nome del nostro meraviglioso corpo di ballo, ma questa è un'altra storia...). Il contatore dei punti è salito alle stelle e sta per rompersi! Che ne dite è l'uomo giusto per Cristina? Secondo me sì!




UNA TORTA MIMOSA PER FESTEGGIARE

La cena è stata perfetta, finalmente un po' di tempo per chiacchierare con calma: nuovi lavori, lavori che non piacciono, fidanzati e ricerche di fidanzati e un bel po' di "taglia e cuci" che non guasta mai!
Finalmente mettiamo a tavola la torta e riempiamo i bicchieri con lo spumante, a questo punto Cristina fa un annuncio a sorpresa: siamo tutte invitate al suo matrimonio! Urla di gioia e abbracci, nemmeno la scena di un film reggerebbe il confronto. Ci siamo tutte emozionate quando ci ha detto che, se immagina il suo ingresso in chiesa, sono nostri i volti che vede tra gli invitati. Qualcuna ha anche versato una lacrimuccia. E da quel momento... raffica di domande alla sposa!
Sono felice di aver condiviso l'organizzazione di un evento così importante, sono felice di essere stata lì e che non siano state necessarie parole per dirci quanto eravamo vicine, porterò sempre nel cuore lo sguardo e la gioia di Cristina. Auguri!




TORTA MIMOSA CLASSICA
Ingredienti per 2 pan di spagna del diametro di 22 cm
200g di farina
40 g di fecola di patate
4 uova intere
8 tuorli
220 g di zucchero
2 bustine di lievito per dolci
Ingredienti per la crema pasticcera
55g di farina
300 ml di latte fresco intero
300 ml di panna fresca liquida
8 tuorli
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
200 g di zucchero
Ingredienti per la bagna al liquore
100 ml di acqua
50ml di alchermes
50 g di zucchero

Ingredienti per la panna montata zuccherata
200 ml di panna fresca liquida
20 g di zucchero a velo

Procedimento
Unire le uova intere e lo zucchero e montare gli ingredienti per almeno 30 minuti a velocità elevata fino ad ottenere un composto ben gonfio. Aggiungere i tuorli e continuare a montare per altri 10 minuti. Aggiungere al composto la farina, la fecola e il lievito preventivamente setacciati e amalgamare delicatamente con una spatola con dei movimenti che vanno dal basso verso l’alto per incamerare aria. Versare l’impasto ottenuto in due teglie imburrate ed infarinate del diametro di circa 22 cm e cuocere in forno a 180-190 gradi per circa 30 minuti.
Nel frattempo preparare la crema pasticcera. Mettere in un tegame il latte e la panna e portare a sfiorare il bollore. In un altro tegame mettere i tuorli e lo zucchero e mescolare con un cucchiaio di legno,  poi aggiungere la farina e la vaniglia.  Poi unire il composto di latte e panna calda, quindi stemperare il tutto con una frusta. Accendere il fuoco e fare addensare, non appena la crema comincerà a sbuffare versare la crema in una teglia bassa e larga. Ricoprire la crema pasticcera con della pellicola trasparente che deve toccare la superficie della crema e mettere a raffreddare in frigorifero o in freezer.
Preparare la bagna facendo sciogliere in un pentolino lo zucchero assieme all’acqua e al liquore, quindi far raffreddare.
Montare la panna ben fredda con uno sbattitore: non appena comincerà a gonfiare unire lo zucchero a velo e portare a termine la montatura, poi mettere il tutto in frigorifero. Quando la crema pasticcera sarà fredda metterla in una ciotola e unire delicatamente la panna montata, tranne due cucchiaiate da tenere da parte.
Eliminare dai due pan di spagna la parte scura esterna, con un coltello dalla lama lunga dividere uno dei pan di spagna e ricavare due dischi di uguale spessore, tagliare l’altro a cubetti.
Per assemblare la torta inzuppare con la bagna il primo disco di pan di spagna e poi stendere un velo di panna montata zuccherata. Sopra la panna, stendere la crema pasticcera mista a panna e quindi appoggiare il secondo disco di pan di spagna. A questo punto ricoprire tutta la torta con la crema avanzata. Una volta ricoperta, passare alla decorazione facendo aderire i cubetti di pan di spagna alla crema che fungerà da collante. Far riposare la torta in frigorifero per almeno mezza giornata.



P.S. UNA TORTA MIMOSA PER CAPIRE COSA VOGLIO

Quando sono arrivata a casa loro per l'assembleggio della torta, Cristina a Dino si sono salutati come se non si vedessero da lungo tempo. Erano così felici di ritrovarsi la sera e di darsi un bacio. Io mi sono sentita una spettatrice un po' inopportuna in quel momento, ma anche molto fortunata, perchè vedendo loro, ho visto esattamente anche quello che voglio per me.

giovedì 14 febbraio 2013

L'angolo del Romanticismo: Torta al Cioccolato e Crema di Marroni

Io adoro la festa di San Valentino. Sembra non piacere a nessuno (è una festa ideata per indurre agli acquisti, l'amore si deve festeggiare ogni giorno, non solo il 14 Febbraio, odio il romanticismo a tutti i costi... sono solo alcune delle motivazioni addotte dai detrattori di questa ricorrenza), eppure le vetrine sono piene di idee regalo e la rete pullula di  ricette che suggeriscono come realizzare doni gastronomici o preparare prelibate cenette in onore di questa ricorrenza. 

Qualcuno mente sapendo di mentire... o è tutto un complotto delle lobby dei floricoltori e dei produttori di cioccolato?

Io faccio outing e dichiaro pubblicamente: amo la festa degli innamorati, amo scrivere (e ricevere!) bigliettini con frasi romantiche, amo cucinare dolci a forma di cuore, amo tutto quello che è sdolcinato. Insomma: amo l'amore :-)
E visto che la vita non ci concede frequentemente spazio per tutto questo, non vedo cosa ci sia di male ad accettare di buon grado una giornata in cui l'amore la fa da protagonista.



Ho sempre amato San Valentino, anche quando da piccola sognavo invano di ricevere una letterina dal mio compagno di banco, che invece si limitava a tirarmi le trecce (e io che scrivevo "lo amo" sul diario segreto... non ha mai capito nulla!) e quando, durante l'adolescenza, l'ho trascorso con le amiche mangiando cioccolato davanti ad un film strappalacrime. E lo amo ora, anche se non potrò preparare una romanica cenetta al mio fidanzato perchè siamo lontani...

Con la scusa della distanza però, lui ha già ricevuto in anticipo una torta a forma di cuore. Chissà se riceverà qualcosa anche domani quando ci vedremo, come consolazione per la mancata cena... 




TORTA AL CIOCCOLATO E CREMA DI MARRONI

Ingredienti
2 uova
100g di burro
100g di cioccolato fondente
400 g di crema di marroni (1 vasetto)
Procedimento
Con le fruste, montare gli albumi a neve ben ferma. Far fondere a bagno maria il cioccolato e sciogliere il burro. Unire crema di marroni, rossi d'uovo, cioccolato fuso e burro sciolto e amalgamare bene. Aggiungere gli albumi montati a neve molto delicatamente per ottenere un composto soffice. Far cuocere in forno ventilato preriscaldato a 170° gradi per 35-40 minuti.

La torta risulterà friabile all'esterno e morbida all'interno. Davvero semplice nella realizzazione e negli ingredienti, perfetta se non avete ancora deciso cosa preparare stasera e avete poco tempo ;-)

venerdì 8 febbraio 2013

Drammi dei Figli Unici e Cupcake al Cioccolato

Essere figli unici è davvero difficile. Si dice che siano viziati, che abbiano difficoltà a relazionarsi con gli altri, che non sappiano cavarsela da soli e molto altro ancora. Ma quello che, chi ha dei fratelli, non potrà mai capire, è l'enorme aspettativa che i genitori hanno su di noi. Unico, uno solo, sola fonte di gioia e oggetto di attenzioni. Vi assicuro che può essere stressante.

La cosa che mi ha sempre messo in difficoltà, non è tanto l'ansia da prestazione nei confronti delle aspettative dei genitori, quanto l'imbarazzo di fronte all'enorme stima e considerazione che i miei hanno sempre avuto di me, in particolar modo mio padre. Non è semplice, a volte, stare davanti a qualcuno che crede che tutto quello che fai sia superlativo, mentre tu, come voto, ti daresti un appena sufficiente.

Mi sono infelicemente laureata in ingegneria elettronica, scelta sbagliata, ma portata avanti, imperterrita, fino alla fine (per chi fosse curioso di leggere qualcosa in più in merito a cotale folle errore, può dare un'occhiata qui). Mentre io maledicevo i libri zeppi di formule matematiche e di argomenti che non mi entusiasmavano, mio papà mi regalava libri del tipo "Alice nel paese dei Quanti", convinto che la sua bambina fosse un genio della fisica quantistica. Avrei voluto dirgli: "Papà, non hai capito niente!", ma, fargli questa rivelazione, mi sembrava un gesto crudele, come dire il 24 dicembre ad un bambino che Babbo Natale non esiste. Io gli esami li ho superati, ma forse avrei trovato meno difficoltà nel conquistare la vetta dell'Everest! 



Col tempo, sono riuscita a convincere mio papà, non senza fatica, di non aver generato una novella Einstein, ma lui non ha smesso di credere che io sia meravigliosamente fantastica in tutto quello che faccio. D'altra parte, come direbbe un famoso cantante, "ogni scarrafone è bello a mamma soja".

Adesso, ad esempio, siamo passati dal filone fisica quantistica, al tema cucina. Vista la mia passione per i fornelli, non si risparmia nelle lodi, anche se i miei piatti spesso li vede solo in foto. Nemmeno uno chef pluristellato, ha mai ricevuto tante critiche positive, quante ne ho ricevuto io, da parte di mio papà. 

Coerentemente, ora mi regala libri di cucina, che stanno orgogliosamente in bella mostra sopra il tavolo, e non sotto, a reggerne una gamba un po' storta, dove sono finiti quelli pieni di numeri! Ogni occasione è buona per regalarmene uno, a volte li ricevo a sorpresa addirittura via posta, come quello da cui ho tratto la ricetta che vi presento oggi. 



CUPCAKE AL CIOCCOLATO
(tratte dal libro Cupcake Accademy di John Benthan)

Ingredienti per le Cupcake
2 uova
125g di zucchero
125g di farina con lievito incorporato
125g di burro
150g di cioccolato fondente
Ingredienti per la Glassa
170 g di zucchero a velo
110g di burro
100g di cioccolato fondente nero
Procedimento
Con le fruste, montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, leggero ed omogeneo. Aggiungere a poco a poco il burro fuso. Incorporare il cioccolato sciolto a bagnomaria, in seguito aggiungere la farina setacciata. Riempire i pirottini e far cuocere le cupcake in forno ventilato preriscaldato a 180° per 15 minuti.
Per preparare la glassa, sbattere insieme tutti gli ingredienti, aggiungendo a poco a poco il cioccolato fuso. Lasciar riposare la glassa per 10 minuti e poi decorare le cupcake.

P.s. Con una pioggia di cuoricini di zucchero, queste cupcake possono essere un romantico regalo per San Valentino, da donare al vostro amato o da divorare da soli, se l'avvento di questa festa vi genera inspiegabili attacchi di fame nervosa :-)





lunedì 24 dicembre 2012

Confessioni di una Blogger Pericolosa: Torta Salata agli Asparagi e Carote

Mai fidarsi delle apparenze: anche una persona a prima vista insospettabile, può celare un terribile segreto. 
Questo post contiene scottanti rivelazioni. Se ne sconsiglia vivamente la lettura a persone d'animo sensibile o deboli di cuore. Se proseguite, sappiate che sarà a vostro rischio e pericolo.

La blogger conosciuta come Cuoca tra le Nuvole, è stata sorpresa a fare incetta di prodotti surgelati al supermercato. Pare inoltre, che nel suo sacchetto della spesa ci fosse anche TONNO IN SCATOLA.

Tutto ciò è inaccettabile. Dietro una facciata di cultrice della buona tavola, nascondendosi tra un risotto e una torta, questa Cuoca taceva le sue torbide abitudini...

"Lo confesso", ha detto tra le lacrime, durante l'intervista che abbiamo ottenuto in esclusiva, "consumo prodotti surgelati e, talvolta, addirittura ortaggi che non sono di stagione. Troppe volte il congelatore è stata la mia unica fonte di sopravvivenza."




Davvero non si capisce come abbia potuto abbassarsi a tanto, al posto di comprare ogni mattina, al mercato sotto casa, prodotti freschi e genuini, magari scambiando qualche chiacchiera con gli agricoltori e chiedendo consigli sui metodi di preparazione di questa o quella pietanza.  Ovviamente tutto ciò, dopo aver ideato il menù del giorno, sempre diverso, s'intende.

Di fronte alle nostre incalzanti domande, la Cuoca adduce plausibili motivazioni. "Perdonatemi, il mercato sotto casa si svolge di giovedì mattina, durante l'orario d'ufficio. Il supermercato invece, è aperto fino a tardi. I prodotti surgelati si conservano a lungo e donano conforto quando, aprendo una dispensa vuota, si rischia di morire di fame. Però, di sabato e domenica, mi ritaglio sempre un po' di tempo da dedicare all'arte della buona tavola!"

Merita davvero la nostra indulgenza? Possiamo accogliere la sua richiesta di perdono? Prima di rispondere, leggiamo una delle sue ricette scovate in una cartella top secret del suo computer.






TORTA SALATA AGLI ASPARAGI E CAROTE
Ingredienti
1 disco di pasta sfoglia (surgelata)
300g di asparagi (surgelati, non di stagione!)
300g di carote
250g di ricotta
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 uova
1/2 cucchiaino di noce moscata
sale e pepe
Procedimento
Pelare e grattugiare le carote. Sbattere le uova con una forchetta, unire la ricotta, il parmigiano, le carote grattugiate, sale e pepe q.b. e la noce moscata. Disporre il disco di pasta sfoglia nella teglia e riempire con il composto. Disporre gli asparagi sulla torta e cospargerli con un sottile strato di parmigiano. Ripiegare i bordi della sfoglia sul ripieno. Infornare a 200°C e far cuocere per un’ora.


Riportiamo ora l'ultimo disperato appello dell'imputata: "Chiedo venia, d'altra parte chi di voi, almeno una volta della vita, non è sopravvissuto proprio grazie a quell'ultima scatoletta di tonno?"

Che dite, la perdoniamo? ;-)

E ora non mi resta che augurare a tutti un FELICE NATALE! 

lunedì 17 dicembre 2012

Da grande vorrei fare la Ballerina: Risotto con Mazzancolle al Profumo di Limone

Da piccola sognavo di fare la ballerina. Fin qui, sembrerebbe tutto normale, è un sogno molto comune tra le bambine. Peccato che il motivo per cui mia mamma mi aveva iscritto al corso di danza classica, fosse rendermi più aggraziata, visto che, all'età di otto anni, ero già più alta (ed in carne) di lei! Le premesse non erano le migliori per un futuro da etoile, ma io ne ero ignara.

Il fatto di avere un tutù così grande, da poter coprire, a mo' di gazebo, diverse compagne di danza (loro erano piccole di statura e magrissime), non mi preoccupava affatto: volteggiavo leggiadra, fantasticando su un futuro alla Scala. Neanche le frasi delle crudeli bambine magre - frasi del tipo "sei tutti noi", che celavano sottilissime allusioni alla mia corporatura - mi facevano desistere. 

Ma, come in ogni favola che si rispetti, un brutto giorno... Un brutto giorno, di fronte ad una delle mie frequenti esternazioni di entusiasmo per la danza, la maestra mi disse: "E' chiaro che tu non sarai mai una ballerina! A otto anni sei già più alta di me, non ci sono i requisiti fisici."




Che cosa? Crudele più della matrigna di Cenerentola! Mi trovavo per la prima volta davanti ad una discriminazione, basata su stereotipi di bellezza imposti dall'esterno. E poi, quale maestra può distruggere così, i sogni di una bambina? Non credo che a suo figlio abbia mai detto "Non sarai mai un astronauta, porti gli occhiali, non ci sono i requisiti fisici". Arriva il giorno in cui lo si capisce da soli, se si può essere ballerini o astronauti. Io l'avrei senz'altro capito, riflettendo sul fatto che trovavo più facile sollevare il primo ballerino, che essere sollevata da lui!

Ad ogni modo, tanti anni sono passati da quel sogno infranto, e, dopo tanti anni, ho rincontrato qualcuna delle perfide compagne. Siamo tutte cambiate e cresciute, peccato (per loro) che la crescita sia avvenuta solo in larghezza, e non in altezza. Grazie mamma, che mi costringevi a fare merenda con una mela, mentre tutte le altre bambine venivano rimpinzate con focacce e merendine (che io sognavo a occhi aperti), perchè erano così magroline! 

E' proprio vero che certe soddisfazioni non hanno prezzo. L'occasione di dire "Ciao, ti ricordi di me? Sono quella che a lezione di danza chiamavi CICCIONA", me la sono fatta scappare, ma è Natale e bisogna essere buoni. E poi si sa, le persone ciccione sono notoriamente di indole buona, e se uno è "ciccione dentro", sarà buono per sempre, anche se poi dimagrisce ;-) 


E a quelle che un tempo erano crudeli piccole ballerine, dedico questo risotto leggero e delicato come il tulle di un tutù.


RISOTTO CON MAZZANCOLLE AL PROFUMO DI LIMONE
Ingredienti per 2 persone
8 pugni di riso
1 scalogno
250g di mazzancolle
1 limone
1 bicchiere di vino bianco
Procedimento
Cuocere le mazzancolle in acqua bollente salata. Scolarle e filtrare l'acqua di cottura. Far appassire lo scalogno a fuoco lento con poco olio. Dopodichè alzare la fiamma e unire le mazzancolle precedentemente pulite, lasciandone alcune da parte per la decorazione del piatto. Aggiungere il riso facendolo tostare, poi bagnare con un bicchiere di vino bianco.
Dopo che il vino sarà sfumato, abbassare la fiamma e bagnare poco a poco il riso con l'acqua di cottura delle mazzancolle. 
A metà cottura, unire la scorza grattugiata di un limone e metà del suo succo. A cottura ultimata, decorare il piatto con le mazzancolle precedentemente messe da parte.

mercoledì 12 dicembre 2012

Cookie Swap! Biscotti al Cioccolato dal Cuore Morbido

Non sono un'esperta di spedizioni, soprattutto per quanto riguarda i generi alimentari. Non parliamo poi di biscotti che potrebbero facilmente rompersi! Solo una persona può aiutarmi: il Mago del Pacchetto, esperto di imballaggi ed indomito eroe degli invii. 

Non so come la pensiate voi, ma a me sembra che gli uomini abbiano una leggerissima tendenza ad abbondare con la quantità di materiale ammortizzante per imballaggi e con i giri di nastro adesivo intorno ai pacchi, tanto che si necessita poi di un'altro esemplare della stessa specie (ossia uomo), per riuscire a "raggiungere" l'agognato contenuto, nascosto da innumerevoli strati protettivi. Ma il Mago del Pacchetto non può essere disturbato con inutili giudizi estetici o riguardanti le eccessive dimensioni della confezione in relazione a ciò che sta all'interno. Lui ha una missione: far giungere i biscotti sani e salvi a destinazione, costi quel che costi. Ed in questo, lui è il migliore.

Sveglia presto, ci si rimboccano le maniche e ci si mette all'opera. Stavolta sono io l'assistente, un ruolo in cui non mi sento molto a mio agio: preferisco dare ordini e lamentarmi, piuttosto che eseguire istruzioni impartite da altri :-) 



E' tutto pronto, corriamo all'ufficio postale prima che chiuda, mi sento emozionata mentre invio i miei biscotti a tre ragazze che non conosco, speriamo che gli piacciano! Grazie Mago del Pacchetto!




Ho partecipato ad una bellissima iniziativa: The Great Food Blogger Cookie Swap 2012. Ho inviato dei biscotti preparati da me a tre ragazze e, a mia volta, li ho ricevuti da altre tre blogger. Tornare a casa e trovare i loro biscottini ad aspettami è stato bellissimo, proprio come vedere i regali sotto l'albero di Natale. La tassa di iscrizione è stata devoluta al Cookies for kid's cancer, un'organizzazione non-profit, che ha lo scopo di studiare nuove terapie per combattere il cancro in età pediatrica.

Per l'occasione ho preparato dei Biscotti al Cioccolato dal Cuore Morbido. La ricetta è di Monica di Un Biscotto al Giorno, la mia guru dei biscotti, una garanzia.



BISCOTTI AL CIOCCOLATO DAL CUORE MORBIDO
Ingredienti per circa 60 biscotti
200g cioccolato fondente
100g burro 
125g zucchero 
3 uova 
250g farina 
20g cacao
una bustina di lievito 
mezza bacca di vaniglia o vanillina
sale 
zucchero a velo 
Procedimento
Fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro. Aggiungere poi lo zucchero e, una alla volta, le tre uova. Incorporare la farina setacciata, una bustina di lievito, il cacao, un pizzico di sale e la vaniglia. Fare delle palline piuttosto piccole e con le mani e rotolarle nello zucchero a velo. Cuocere in forno ventilato, preriscaldato a 160°C per 10-12 minuti.

N.B Una volta sciolti il cioccolato e il burro, farli raffreddare bene, altrimenti il composto finale potrebbe risultare troppo morbido e impossibile da modellare. Se in ogni caso non riuscite a fare le palline, aspettate qualche minuto in modo tale che l'impasto raffreddandosi diventi più sodo.





Per vedere la ricetta di originale Monica gurdate qui. 

Ho avuto il piacere di inviare i miei biscotti, e con l'occasione conoscere anche i loro bellissimi blog, a:
Katia di Pappa e Cicci,
Ylenia di Ricette Bimby.

A mia volta ho ricevuto i pacchetti di:
Anna di Verzamonamour con i suoi Rocher al Cocco con Cuore di Dattero,
Jessica di Cooking Dreams con i suoi Biscottini allo Zenzero con Cioccolato alla Cannella,
Giulia di Jul's Kitchen con i suoi Biscotti di una volta con Frutta Secca e Canditi.






Con ciascuna ci siamo scambiate gli auguri di un Felice Natale, inoltre Jessica ha accompagnato i suoi biscotti con dei cookie-orecchini in fimo creati da lei (per vedere il suo sito cliccate qui) e Giulia mi ha inviato delle bustine di tè adatte al periodo natalizio. Grazie!

Partecipare al Cookie Swap è stata una bellissima esperienza, colma di entusiasmo e spontaneità, ed oggi saranno pubblicate le ricette di tutti coloro che hanno partecipato!
Un ringraziamento speciale va al Mago del Pacchetto, che si è alzato presto di sabato mattina per aiutarmi a preparare tutto per la spedizione :-)

martedì 4 dicembre 2012

Come conquistare una Donna a Tavola: Tartare di Salmone all'Arancia

E dopo molto (forse troppo) tempo ritorna oggi per voi la rubrica: "I nostri amici uomini". Per chi volesse aggiornarsi sulle puntate precedenti può leggere qui :-)

E' vero che, prenderla per la gola, è un buon modo per conquistare una donna, ma vantarsi eccessivamente ed insistentemente di di essere un cuoco fantastico, sappiate che non è molto apprezzato, sopratutto se si scopre che la parola che meglio descrive quello che cucinate è SBOBBA!

Ecco, cari amici uomini, alcuni utili consigli per non trovarsi nella suddetta spiacevole situazione:
  • Se volete conquistare la donna in questione, seducendola con le vostre doti da chef, accertatevi di essere davvero capaci di cucinare. Sappiate che, se le persone che solitamente vi fanno i complimenti per i vostri piatti, sono squattrinati studenti nord europei, non significa che siete ottimi cuochi!
  • Se avete di fronte una fanatica di cucina, accompagnata dal suo amico re dei fornelli (per intenderci, quando il re vuole fare qualcosa di veloce, prepara deliziosi cappellacci ferraresi fatti in casa), scegliete accuratamente il menù.  Possibilmente da evitare: untissima frittata di cipolle e pasta alle mille informi verdure.
  • Se malauguratamente non sapete cucinare, anche se siete certi del contrario, e il vostro piatto forte è proprio l'untissima frittata di cipolle, quando lei vi rivolge un sorriso educato, che cela tutto il suo disappunto, evitate di pronunciare frasi del tipo: "Buona eh?! Te la faccio tutte le volte che vuoi!".
Dopo aver correttamente regolato il vostro livello di autostima culinaria, dedicatevi piuttosto ad una pietanza semplice da realizzare, ma raffinata e composta da ingredienti di ottima qualità. Vi propongo quindi un piatto con cui farete un figurone. 
E se, fortunatamente per voi, non siete uomini bisognosi di consigli, potete sempre prendere spunto dalla mia ricette per un delicato antipasto adatto alle feste natalizie che si stanno avvicinando.





TARTARE DI SALMONE ALL'ARANCIA
Ingredienti per 2 persone
300g di salmone privato delle lische e della pelle
1 cipollotto
1 mazzetto di erba cipollina
la scorza grattuggiata di 1 arancia
il succo di 1/2 arancia
1 filo d'olio
sale e pepe
Procedimento
Tagliate finemente il salmone, il cipollotto e l'erba cipollina. Unite il succo e la scorza d'arancia, un filo d'olio, sale e pepe. Mescolate bene affinchè tutti gli ingredienti siano perfettamente amalgamati. Lasciar riposare una mezz'ora, poi disporre la tartare nei piatti con l'aiuto di un coppa pasta. Accompagnate con un buon bicchiere di vino bianco per un brindisi alla vostra ospite (anche questo fa parte della ricetta!).



Nota dell'autore: se la protagonista della vostra impresa di conquista è felicemente fidanzata e non fa altro che parlare del suo lui, è un CHIARO indizio che dovete lasciarla in pace!!! Ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti o esistite è puramente casuale.